Il linfedema è la manifestazione di una stasi o accumulo di linfa nei tessuti. Visivamente si contraddistingue con il «gonfiore» di un arto, o di una parte di esso. Si manifesta quando la capacità di trasporto linfatico in un preciso distretto corporeo, non è sufficiente a drenare la quantità di linfa prodotta in quella stessa regione del corpo.

La caratteristica del linfedema è di essere una patologia evolutiva, che peggiora progressivamente nel tempo portando non solo ad un aumento del volume dell’arto interessato, ma anche ad un aumento della consistenza e durezza dei tessuti. Il linfedema, se non trattato adeguatamente, porta ad episodi di tipo infettivo come erisipela e linfangite. I linfedemi in stadio avanzato producono anche lesioni cutanee.
L’aumento di volume dell’arto, associato ad un aumento della durezza del tessuto porta a difficoltà nel movimento.

La linfa è un liquido chiaro, trasparente di una consistenza vischiosa, come ad esempio quella del miele. Viene drenata dagli spazi interstiziali e trasportata nei capillari linfatici.
All’interno della linfa vi sono proteine, elettroliti, acqua, lipidi, ormoni e linfociti.
Thomas Mann nel suo libro ‘La Montagna incantata’ scriveva “la linfa è il prodotto migliore, il più segreto e delicato di tutto il lavorio del corpo (…)una grande e deliziosa forza”.

L’intero sistema linfatico presente nel nostro corpo sia immediatamente sotto la cute che in profondità attorno agli organi, non solo ha una funzione di smaltimento dei prodotti di scarto, ma anche di difesa immunitaria.
Per questo motivo le persone sottoposte ad interventi chirurgici che prevedono l’asportazione delle strutture linfonodali possono manifestare linfedema e incorrere in episodi infettivi come erisipela o linfangite a causa di una riduzione delle difese immunitarie, in quel determinato distretto corporeo.

I linfonodi sono delle strutture che si trovano lungo il percorso dei vasi linfatici e possono essere sia superficiali che profondi. Possono raggrupparsi in quelle che vengono chiamate “stazioni linfonodali”.
Queste sono presenti in tutto il corpo e raccolgono, drenano e filtrano la linfa proveniente dai vari distretti corporei, depurandola dai vari prodotti di scarto.

I linfonodi svolgono anche un ruolo importante nella difesa immunitaria poiché al loro interno vengono prodotti i linfociti che servono a difenderci dall’aggressione di virus, batteri. Anche le cellule tumorali sono viste come degli agenti patogeni da arginare.

 

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In base alle cause che ne hanno determinato la comparsa e’ possibile distinguere il linfedema primario (o genetico) e il linfedema secondario (acquisito). Il linfedema primario è causato da alterazioni costituzionali del sistema linfatico che può presentare delle alterazioni nella sua struttura come ad esempio un numero minore di linfonodi o di vasi linfatici. Possono essere di origine genetica, immunitaria o congenita.

ll linfedema secondario e’ caratterizzato da un danno alle strutture linfatiche dovuto a:

  • interventi chirurgici di tipo oncologico
  • traumi
  • radioterapia
  • da immobilità (come spesso accade in persone che hanno un certo grado di disabilità o negli anziani)
  • processi infettivi (da filaria ad esempio).

Nei paesi occidentali le persone più a rischio di sviluppare linfedema sono i pazienti oncologici, sottoposti ad interventi chirurgici che determinano l’asportazione dei linfonodi e a cui può seguire radioterapia, nella cura dei tumori ovarici, prostatici, sarcomi, melanomi, nei tumori al seno e all’utero.

E’ interessante sapere che, non è l’intervento chirurgico a causare linfedema, ma l’asportazione dei linfonodi.

Statisticamente il linfedema può comparire nel 15-20% dei casi di asportazione dei linfonodi ascellari, fino ad arrivare al 30-40% se associati a radioterapia.

GONFIORE
E’ la prima e tipica manifestazione di linfedema
È possibile che l’edema interessi un braccio, una gamba oppure solo una porzione di un arto come ad esempio una mano o una caviglia o il dorso del piede. In generale potremmo notare del “gonfiore “a:

  • dorso della mano/dita
  • dorso del piede/dita
  • gamba
  • coscia
  • braccio
  • avambraccio
  • genitali
  • seno
  • all’intero volto o una porzione di esso

Può accadere che il gonfiore appaia durante la giornata e scompaia o si riduca con il riposo notturno. Anche questa situazione rispecchia la presenza di un linfedema in fase iniziale.

PRESENZA DI IMPRONTE SULL’ARTO INTERESSATO.
Tecnicamente l’impronta si chiama Fovea. Se il tessuto interessato dall’edema è diventato molto pastoso o duro non è possibile vedere la fovea o impronta. Questo significa che l’edema si trova già in uno stadio più avanzato.

E’ POSSIBILE NOTARE CHE ALCUNI INDUMENTI STIANO PIÙ STRETTI IN UN ARTO IN PARTICOLARE
come ad esempio una manica di una camicetta, un pantalone, una scarpa che fa fatica ad entrare, oppure un anello che non riusciamo più ad infilare nel solito dito di una mano.

Per poter arrivare a strutturare un efficace piano di trattamento fisioterapico è di fondamentale importanza ricevere una corretta diagnosi di linfedema.

Come avviene?
Attraverso una valutazione clinico strumentale da parte di un medico specialista competente
Con una valutazione fisioterapica di un fisioterapista competente che effettuerà anche il trattamento e che collaborerà con il medico specialista.

Il trattamento più efficace è quello decongestivo che ha come obiettivo la riduzione del volume dell’arto interessato dall’edema ed il mantenimento dei risultati nel tempo.

Il bendaggio multicomponente associato alla pressoterapia pneumatica, al linfodrenaggio manuale e all’esercizio isotonico con bendaggio costituiscono la terapia più efficace.
Una volta ridotto il volume dell’arto attraverso il trattamento combinato di queste metodiche sarà fondamentale utilizzare un tutore elastico (calza o bracciale) su misura o standard che mantenga i risultati ottenuti, insieme ad uno stile di vita sano, ad una alimentazione adeguata, a periodici richiami al trattamento e a follow up con il medico specialista.

Bendaggio multistrato, multicomponente
Linfodrenaggio manuale
Insegnamento all’esercizio con il bendaggio
Insegnamento all’esercizio con il bendaggio
Pressoterapia pneumatica sequenziale
Pressoterapia pneumatica sequenziale

Valutazione fisioterapica che prevede: 

  • ascolto delle problematiche riferite dalla persona
  • raccolta dati relativi all’anamnesi medica ed eventuali esami strumentali portati in visione
  • esame obiettivo dell’arto interessato dal linfedema
  • presa misure dell’arto con edema e di quello considerato sano
  • valutazione fisioterapica generale della persona
  • formulazione di un piano terapeutico(trattamento)adatto e condiviso con la persona, che verrà descritto in ogni sua parte.

Ciclo di trattamento fisioterapico intensivo per la riduzione dell’edema attraverso l’utilizzo di più metodiche combinate insieme quali:

  • applicazione del bendaggio multicomponente e multistrato
  • pressoterapia pneumatica
  • linfodrenaggio manuale
  • insegnamento all’esercizio con il bendaggio

Una volta ultimato il ciclo di trattamento intensivo, il tecnico ortopedico si occuperà del confezionamento di un tutore (calza o bracciale elastico) sù misura o standard. Infine si passerà alla fase di mantenimento che prevederà dei richiami periodici al trattamento.

Sedute di Insegnamento all’auto-cura che prevedono:

  • auto bendaggio o insegnamento del bendaggio a un familiare
  • indicazioni alla cura della cute
  • indicazioni all’auto monitoraggio del linfedema
  • indicazioni all’attività motoria più adeguata

Sedute periodiche di trattamento per mantenere i risultati ottenuti con il ciclo intensivo.

Per garantirti una presa in carico competente collaboro con:

  • medici specializzati sulla diagnosi e cura del linfedema
  • tecnici ortopedici di fiducia esperti nel confezionamento della calza e del bracciale elastico
  • le maggiori aziende produttrici di tutori elastici al fine di rimanere costantemente aggiornata su eventuali prodotti innovativi utili alla cura e al mantenimento dei risultati ottenuti dal trattamento.
  • nutrizionisti esperti che possano supportarti non solo sulla eventuale perdita di peso, ma soprattutto nel guidarti su uno stile alimentare più adeguato e mirato al tuo problema.