L’intervento chirurgico al seno in seguito a diagnosi di tumore può prevedere una mastectomia o una quadrantectomia. Entrambi gli interventi chirurgici possono prevedere l’asportazione di diverse stazioni linfonodali in sede ascellare.

In genere questi interventi prevedono anche cicli di chemioterapia e radioterapia.

La fisioterapia in questo ambito è mirata al trattamento e alla prevenzione dei deficit provocati dall’intervento chirurgico, dalla radioterapia e dal trattamento farmacologico, quindi all’interessamento del sistema muscolo-scheletrico, nervoso e linfatico.

All’interno del mio ambulatorio mi occupo della presa in carico della persona operata di carcinoma mammario, attraverso un percorso fisioterapico che prevede sia trattamenti precoci nel post chirurgico, sia a distanza dall’intervento. 

La presa in carico di chi ha necessità di riabilitazione dopo intervento chirurgico al seno è di tipo globale.  Si tiene sempre conto del fatto che, un preciso distretto corporeo, come ad esempio quello della spalla-seno in questo caso, è sempre inserito in un sistema più ampio che deve tenere conto sia della postura in generale, ma anche del carico emozionale che accompagna un percorso oncologico e che a sua volta incide sul corpo.

Axillary Web Sindrome o “cordini fibrotici”

Si possono verificare nell’arco di circa 2 mesi dall’intervento chirurgico. In genere questi “cordini fibrotici “compaiono nella zona ascellare, ma in alcuni casi possono prolungarsi nella regione interna del braccio e avambraccio fino al polso. La formazione di questi cordini procura una sensazione di forte tensione, dolorabilità e impedisce il normale movimento di elevazione e apertura del braccio. Il trattamento fisioterapico precoce riduce velocemente la tensione restituendo la normale mobilità dell’arto.